Le scene tagliate de La Grande Bellezza

Sono stati pochi, ieri, i fortunati italiani che sono riusciti ad aggiudicarsi un posto per l’anteprima italiana de La Grande Bellezza. Molti di più quelli che hanno assistito alla proiezione oltralpe, tra giornalisti e pubblico francese che si è ammassato sulla Croisette per vedere, finalmente, il tanto discusso film di Paolo Sorrentino.

Lo stiamo conoscendo un po’ alla volta questo film. Le immagini, il trailer, le musiche. Qui, possiamo vedere quello che non vedremo al cinema.

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Sorrentino ha fatto centro e Cannes lo applaude – Le immagini dalla Croisette

Unico film italiano in concorso a Cannes, La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino ha fatto il suo esordio ieri sera sulla Croisette. Pubblico e stampa attoniti, quasi storditi, da una pellicola che non si lascia ammaliare dal successo facile ma che si muove su un territorio difficile e pieno di insidie, ma che riesce, alla fine, a uscire vittoriosa.

Sì, le possibilità ci sono tutte. Ma per scaramanzia è meglio non dirlo.

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Oggi a Cannes è il turno di Valeria Bruni Tedeschi

Sesta giornata del Festival di Cannes. Dopo aver visto passare sulla Croisette Salvo e Miele e in attesa dell’arrivo, previsto per domani, di Paolo Sorrentino e de La Grande Bellezza, oggi è il turno di un’altra regista italiana, anche se il suo film, e tutta la sua carriera, è di provenienza francese.

Lei è Valeria Bruni Tedeschi e il film che porta a Cannes è Un Chateau en Italie.

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La colonna sonora de La grande bellezza

Ci siamo quasi. La Grande Bellezza sta per fare il suo esordio a Cannes e tutti sono in attesa di vedere cosa accadrà. Le premesse sono buone, sia perché Sorrentino è un cineasta particolarmente apprezzato a Cannes sia perché, almeno fino al momento, le proiezioni dei film italiani a questa 66° edizione del Festival del Cinema di Cannes hanno riscosso un grande successo.

Ma lasciamo per un attimo da parte Cannes e parliamo ancora di questa nuova fatica di Paolo Sorrentino.

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Cosa vedremo nella seconda parte dell’anno al cinema?

La prima parte di questo 2013 ha visto un bel po’ di pellicole italiane nelle sale cinematografiche.

Alcuni sono andati incontro ad un grande successo di pubblico, un esempio su tutti è Il Principe Abusivo di Alessandro Siani che ha sbancato i botteghini di tutta la penisola, altri, come spesso accade, a fronte di una buona accoglienza da parte della critica, hanno avuto un tiepido riscontro di pubblico.

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Il Maestro Bertolucci oggi a Cannes

In questi giorni non c’è modo di non parlare del Festival di Cannes. D’altronde si tratta della più importante rassegna cinematografica al mondo, seconda forse solo alla Mostra di Venezia, nella quale l’Italia, vuoi per vicinanza geografica o per pura competizione, ha sempre avuto un ruolo di rispetto.

Sono tanti i film italiani che hanno partecipato, e un buon numero anche quelli che hanno vinto anche il premio più ambito la Palma d’Oro al miglior film.

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E oggi tocca a Valeria Golino

Dopo le entusiastiche reazioni riservata a Salvo, presentato ieri a La Semain de la Critique, oggi il testimone tricolore passa nella mani di Valeria Golino: Miele sarà oggi il protagonista, infatti, della sezione Un Certain Regard della 66° edizione del Festival di Cannes.

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Salvo fa breccia nel cuore di Cannes

Sono arrivati i primi applausi all’Italia. Se li è presi, meritatamente, Salvo, unico film presentato a La Semain de la Critique – rassegna dalla quale l’Italia mancava da ben sette anni – con grande soddisfazione dei due registi che lo hanno diretto.

Felici e frastornati, Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, si portano a casa il primo successo italiano della 66° edizione del Festival di Cannes.

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I film italiani che hanno vinto la Palma d’Oro

L’ultima volta che la Palma d’Oro al Miglior film del Festival di Cannes è finita in mani italiane è stata nel 2001, quando l’ambito premio fu assegnato a La stanza del Figlio di Nanni Moretti.

Ricevere questo premio è un enorme traguardo per qualsiasi cineasta e, fortunatamente, i cineasti italiani possono vantare un buon numero di tali statuette. Non tantissime, ma, vista l’importanza del premio, si può comunque essere fieri del risultato ottenuto.

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