Veleno tra Gabriele e Silvio Muccino

di Pina

Scaramucce in famiglia per i fratelli Muccino. Il rapporto tra i due si è interrotto molto tempo, anche se i Muccino Brothers hanno anche lavorato insieme e Silvio, il più piccolo, deve molto al fratello maggiore che lo ha preso per mano e portato nel mondo del cinema.

Adesso si inizia a capire qualcosa di più di questa rottura, grazie agli sfoghi che Gabriele Muccino ha affidato ai social network.

Tutto inizia via Twitter, anche se adesso non ci sono tracce dell’accaduto, con un messaggio di Gabriele Muccino rivolto al fratello minore nel quale dice:

Non so dove abita, né la sua mail, né il suo cell. Avevo un fratello, ce l’avrò sempre.

Non c’è bisogno di spiegazioni ad un tweet così chiaro, anche se poi Gabriele Muccino chiarisce quanto voleva dire e, finalmente, si toglie qualche sassolino dalla scarpa. Il sassolino si chiama Carla Evangelista, ed è la donna che avrebbe impedito a Silvio Muccino di divenire un grande cineasta.

Lo sfogo di Gabriele Muccino arriva via Facebook (il post è del profilo personale del regista, riportato da La Stampa):

Si tratta di una ex adattatrice dialoghi, improvvisata scrittrice di discutibile talento che ha sequestrato e rovinato il talento e (opinione personale) la vita di un promettentissimo ragazzo e attore dall’altrettanto promettente futuro a cui ero (sono ancora) profondamente legato. La signora in questione mi ha querelato per averla definita scrittrice senza talento. Se fosse una vera artista saprebbe che questa è la vita degli artisti: venir criticati. Una querela penale per motivi così ridicoli fa male solo a chi la conduce, a chi la escogita senza alcun senso del limite, per vendicarsi di quell’arte che evidentemente proprio così dimostra di non avere.

Gabriele Muccino qui si riferisce a Parlami d’amore, il primo romanzo di Silvio Muccino, scritto nel 2006 proprio con la Evangelista.

Silvio Muccino ci ha pensato qualche giorno e poi ha affidato il suo sfogo direttamente alla stampa:

Per mettere fine al delirante soliloquio che da anni intasa siti internet e giornali: dopo 5 anni di assoluto silenzio sono costretto a parlare del mio privato. A spingermi sono le parole, basse e infamanti, secondo le quali sarei stato “plagiato” e “sequestrato”: io, un uomo di 31 anni, e da chi? Da Carla Vangelista, un’amica, una scrittrice più che stimata.

Gabriele conosce benissimo i motivi del mio allontanamento, e sa che riguardano gravi episodi vissuti nella mia infanzia all’interno del nucleo familiare. Episodi di cui non parlo per decoro e per non nuocere alla mia famiglia. Pochi anni fu proprio lui a tagliare i ponti con la mia famiglia, per costruirsi una vita serena con la moglie di allora. Fu proprio lui a dirmi che sarei dovuto “scappare da quella famiglia”. Ora sembra aver dimenticato. O forse preferisce non ricordare, perché quando il suo matrimonio naufragò, rinnegò tutto e mi comunicò che era stato “plagiato” dalla ex moglie.

Questa del plagio è una vecchia storia a casa Muccino, e ora si sta ripetendo. Per il semplice motivo che è il modo più facile e veloce di spazzare sotto il tappeto le vere cause di scelte tanto radicali e dolorose come quelle che portano un figlio ad allontanarsi.

 

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