Sotto casa: intervista al regista Alessio Lauria

di Pietro Ferraro

 Dopo avervi presentato il cortometraggio Sotto casa, opera prima con cui il regista Alessio Lauria si è aggiudicato il Premio Solinas-Talenti in corto 2011, vi proponiamo un’intervista al giovane filmaker che ci racconta la genesi del suo esordio.

Alessio Lauria nasce a Busto Arsizio (VA) nel 1981, cresciuto a Como si laurea in Scienze della comunicazione a Bologna e attualmente vive e lavora a Roma. Nel 2010 ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori Script/RAI.

Prima di lasciarvi all’intervista che troverete subito dopo il salto vi ricordiamo che in coda al post trovate una galleria fotografica con alcune immagini del backstage di Sotto Casa.

Oltre ad una serie di prevedibili parcheggi mancati l’idea per il corto ha qualche altra particolare fonte di ispirazione?

Il concorso chiedeva di scrivere una sceneggiatura per un cortometraggio della durata di 5 minuti, genere commedia. Il tema doveva essere “la fortuna”. Volevo raccontare una storia che ironizzasse sulla qualità della vita nella grande città e contemporaneamente descrivere un personaggio condizionato da questo ambiente.

Come è nata la collaborazione con Il protagonista Riccardo De Filippis, visto di recente nel Romanzo Criminale televisivo?

Ho apprezzato molto quella serie. Il budget messo a disposizione da Gratta e Vinci e il prestigio del Premio Solinas mi hanno permesso di scegliere attori professionisti come Riccardo De Filippis. Pietro Sermonti, uno dei miei tutor di produzione creativa, lo ha contattato e Riccardo ha accettato. Gli è piaciuta la sceneggiatura ed era felice di poter aiutare un giovane autore. Nonostante si trattasse di un cortometraggio il suo approccio al lavoro è stato molto professionale. E poi sono rimasto impressionato dal suo talento.

Il corto ha vinto il Premio Solinas Talenti in corto 2011, ci sarà la possibilità di vederlo in qualche altro festival o magari fruirà di qualche passaggio televisivo?

Sì, il corto parteciperà a dei festival e tra pochi giorni uscirà al cinema, in 92 sale in tutta Italia. Verrà proiettato prima dei film. Talenti in corto è un concorso speciale anche per questo. Non si occupa solo della realizzazione ma anche della distribuzione. Poter vedere il proprio cortometraggio proiettato in sala oggi è una rarità.

Chi sono i registi che ti hanno spinto a passare dietro la macchina da presa?

Più che registi, film. I miei preferiti, tra gli italiani, sono L’imbalsamatore e Primo amore di Matteo Garrone, anche libero va bene di Kim Rossi Stuart e Pane e tulipani di Silvio Soldini.

Ci puoi descrivere la situazione deI panorama produttivo italiano dal tuo punto di vista, quello di chi è in quotidianamente in prima linea?

Sono pochi i produttori disposti a rischiare e questo penalizza i giovani autori. In molti si lamentano di questa situazione, ma sono sicuro che quelle stesse persone, se fossero dei produttori, si comporterebbero nello stesso modo. Il problema è sempre lo stesso e non riguarda solo questo settore.

Ci sono altri progetti in cantiere e a quando un lungometraggio?

Sì, ho scritto altri soggetti per lungometraggi e web series. Il lungo è un obiettivo molto lontano, quasi impossibile. Ho ancora tantissimo da imparare. Meglio non pensarci.

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