L’isola dell’angelo caduto, Carlo Lucarelli: “Il film ha tutta la visionarietà del giallo”

di Diego Odello

Lo scrittore e conduttore televisivo Carlo Lucarelli parla de L’isola dell’angelo caduto, il film prodotto dalla Kaos Cinematografica, ispirato ad uno dei suoi romanzi, che segna il suo debutto alla regia, in un’intervista rilasciata a La Repubblica:

Il film ha tutta la visionarietà del giallo, suspense e colpi di scema, ma i misteri dell’isola lo avvicinano anche alla tensione dell’horror. L’isola è il vero cattivo.

Lucarelli spiega come è arrivato a sedersi dietro la macchina da presa:

Sono uno scrittore di romanzi, sono entrato nel cinema perché Grazia Volpi ha comprato i diritti del romanzo e mi ha convinto a farne la regia, ma ne esco subito. Se mi viene un’idea è per un libro, non per un film. Il cinema mi piace molto, quando scrivo “vedo” le immagini, mi dico spesso che scrivo come uno sceneggiatore, ma credo che sia una particolarità della mia generazione di “noiristi”, noi ci siamo formati non solo con la letteratura, ma con il cinema e con la televisione, sceneggiati come Belfagor e Il segno del mio comando erano la mia passione.

Lo scrittore non nega di apprezzare molto l’ambiente del set e l’aria che si respira:

Mi piace moltissimo, mi affascina il lavoro di gruppo e la possibilità di affidarmi alla capacità dei veri professionisti, direttore della fotografia, scenografi, costumisti, e tutti i tecnici che mi aiutano a realizzare le immagini che ho in testa. E sto scoprendo le tecniche che gli attori usano per aderire ai personaggi. Penso che le ruberò per usarle nella scrittura. E se qualcuno dei prossimi libri sarà proprio giusto per un film, potrei anche ripetere l’esperienza della regia. Chissà.

 

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