L’illazione di Lelio Luttazzi al Festival di Roma 2011: foto

di isayblog4

Il Festival di Roma 2011 renderà omaggio a Lelio Luttazzi proponendo, in prima visione assoluta, la copia restaurata da L’immagine Ritrovata Bologna (con la supervisione di Cesare Bastelli) de L’illazione, il film scritto, diretto e interpretato da Lelio Luttazzi, con Annalisa Sala, Mario Valdemarin, Annabella Incontrera, Alessandro Sperlì, Anny degli Uberti, Gabry Marini, Cinzia Bruno e Augusta Mazzoli.

L’evento speciale si terrà domenica 30 ottobre alle 17.00 all’Auditorium Parco della musica di Roma. Il film la sera stessa, alle 22.00, verrà trasmesso su Rai 5.

LA TRAMA

Il film narra di un giudice che, trascinato dalla moglie che vorrebbe vivere fuori dalla città, si reca controvoglia alle porte di Roma per vedere un terreno in vendita. Decio, il proprietario del terreno, e la sua fidanzata Paola invitano con l’occasione il giudice e la moglie a unirsi a una cena che hanno organizzato con due amici, una coppia, nella loro casa di campagna attigua al terreno. I sei personaggi finiranno per trascorrere tutta la notte in salotto, accanto al caminetto. Tra giochi di società, bicchieri di vino e amichevoli e formali chiacchiere si dipana in realtà tra di loro una sottile trama di relazioni conflittuali. Decio è uno scrittore anticonformista e ironico, la sua giovane amica teorizza l’amore libero e privo di gelosie, il giudice si pone invece come ambiguo paladino dell’ordine costituito. La coppia amica di Decio e Paola è reduce da un grave lutto: la perdita del neonato figlioletto nato deforme. Inoltre Lorenzo, il padre, è perseguitato da misteriose lettere anonime che l’hanno gettato in una profonda depressione, tanto che per tutta la durata della storia non pronuncerà mai una parola. Decio intercede per l’amico e chiede consiglio al giudice circa il da farsi in questi casi. Il magistrato, forse per deformazione professionale, forse per cinismo, imbastisce allora, in un balletto di sospetti, una specie di pacato ma crudele gioco processuale in cui le vittime si trasformano in immaginari colpevoli e in cui tutti sono costretti a calarsi, tra il sogno e la visione, in una serie di specie di “flash back” monocromatici che ricostruiscono le supposizioni di reato. L’alba arriverà a scolorire (forse) i sospetti e le illazioni. Ma non sarà un lieto fine.

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