Cose Cattive, doppia opera prima

di Pina

Evil Things – Cose Cattive sta uscendo in questi giorni nelle sale italiane. Sta uscendo perché per questo film indipendente non c’è una vera e propria data di uscita, ma la pellicola si avvale di modalità di distribuzione innovative che lo porteranno prima in una sorta di tour promozionale -il tutto avverrà tra febbraio e giugno- per poi essere passato sul web.

Ad ogni passaggio in sala (il film è stato venduto dalla casa di produzione direttamente agli esercenti, senza passare per i canali della distribuzione tradizionali) la pellicola sarà presentata da una rappresentanza del cast e da una mostra fotografica. Quindi, tante novità per un film indipendente, che sembra voglia aprire la strada a nuove modalità di fruizione del cinema, che puntano direttamente alla fascia di utenti più giovani.

In effetti Evil Things è un teen-horror, voluto, girato e prodotto da giovani. Una doppia opera prima, come anticipato, perché vede il debutto dell’attore Simone Gandolfo alla regia e quello di Luca Argentero (ex Grande Fratello, ex attore) nelle vesti di produttore. Infatti Evil Thinghs è il primo film che sforna la neonata Inside Productions, la casa di produzione nata per volontà di Argentero e Myriam Catania.

Molto facile in un caso come questo, fare una critica spietata al film nella sua interezza, che possiamo riassumere con una frase che spesso si sentiva a scuola: E’ bravo, ma non si impegna. La storia narrata è quella di quattro ragazzi che decidono di partecipare ad un gioco per mostrare quanto riescono ad essere cattivi, sotto l’occhio sempre presente del Master del Blog (l’inventore dell’insana competizione) e di tutti coloro che seguono quanto accade in live streaming.

Ma, se la trama del film non regge e anche l’interpretazione è quella che è -salviamo solo la fotografia e il montaggio- Evil Things va comunque preso in considerazione per essere il possibile progenitore di tutto un nuovo filone non solo di pellicole, ma anche di modalità di produzione e distribuzione.

Perché Evil Things è un film che ha fatto una precisa scelta ideologica: l’indipendenza totale, dai finanziamenti pubblici e dalla distribuzione tradizionale. E’ un prodotto commerciale che vuole vivere di vita propria, sfruttando, per farsi conoscere, i canali messi a disposizione dalle nuove tecnologie.

Esemplare il fatto che il blog di cui si parla nel film è stato ricreato realmente (era ovviamente un fake) ma ha permesso di far conoscere la pellicola da un punto di vista più interno, in cui gli utenti poteva interagire direttamente con i personaggi del film. Operazione puramente commerciale, ma coraggiosa, che segna il primo passo verso un futuro che si prospetta molto diverso da quel che è oggi, sia come media, sia come pubblico, sia per modalità di fruizione.

 

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