Venezia 2012 sesto giorno: oggi Acciaio, Non mi avete convinto e Girotondo

di La Redazione

Il Festival di Venezia 2012 inaugura la sua sesta giornata dopo le proiezioni di ieri con applausi e qualche fischio per l’atteso To the Wonder di Terrence Malick  (in concorso) e la commedia romantica Love is All You Need di Susanne Bier (fuori concorso) che ha portato al Lido il divo Pierce Brosnan.

Il programma odierno che riguarda il cinema italiano si focalizza sulla sezione Venice Days – Giornate degli autori e vede in cartellone le proiezioni del drammatico Acciaio di Stefano Mordini, tratto dall’omonimo romanzo di Silvia Avallone, un libro che racconta un pugno di vite il cui quotidiano ruota attorno all’acciaieria della città toscana di Piombino, del documentario su Pietro ingrao Non mi avete convinto diretto da Filippo Vendemmiati e del cult Girotondo, primo film di Davide Manuli (BeketLa Leggenda di Kaspar Hauser) che torna alla luce dopo tredici anni e verrà presentato insieme al libro Girotondo, giro attorno al Mondo – La storia vera (1994 – 2012).

ACCIAIO con Michele Riondino (Alessio), Vittoria Puccini (Elena), Matilde Giannini (Anna), Anna Bellezza (Francesca), Francesco Turbanti (Mattia), Luca Guastini (Cristiano), Monica Brachini (Sandra), Massimo Popolizio (Arturo).

Di qua l´acciaieria che lavora ventiquattro ore al giorno e non si ferma mai. Di là, l´isola d´Elba, un paradiso a portata di mano eppure irraggiungibile. In mezzo, né di qua né di là, Anna e Francesca, piccole ma già grandi, un´amicizia potente ed esclusiva quanto l´amore. Lo stesso amore che tiene in piedi Alessio, il fratello di Anna, operaio fino al midollo che si ostina a pensare all´unica ragazza che non può avere, il sogno della sua vita, Elena. E un giorno l´amore arriva, potente e inaspettato per tutti e la vita prende un´accelerata improvvisa, finché si incrina, sanguina, si spezza.

Abbiamo oltrepassato il muro, quello che confina, che nasconde e impedisce di assistere al lavoro degli uomini e delle donne. Abbiamo osservato la potenza e la grandezza della macchina che trasforma e la fatica dell´uomo che finalizza. Abbiamo cercato di filmare il nemico, ma appostati in attesa che comparisse, non lo abbiamo trovato. Dentro la fabbrica il nemico non c´e, è fuori, lontano. Abbiamo ascoltato quanto più potevamo, abbiamo cercato di organizzare il meno possibile provando a confondere la frontiera tra scena e vita, tra situazione recitata e vissuta. E poi ci siamo fermati e abbiamo incontrato le due ragazze del romanzo, nei loro ambienti, nella loro luce, con i vestiti che hanno scelto di mettersi, con il loro tono di voce, il loro ritmo, la loro musica, il loro punto di vista, con le loro parole. Abbiamo fatto questo prima di filmare. Quello che è successo dopo è stata solo una conseguenza. “L´ombra si sposta nello stesso momento della luce. (Stefano Mordini)

NON MI AVETE CONVINTO – PIETRO INGRAO, UN ERETICO

Pietro Ingrao, 97 anni, si racconta dialogando a distanza con uno studente anni Ottanta, distratto durante lo studio dalla radio che trasmette l´intervento di Ingrao al XVI congresso del PCI (marzo 1983). Una lunga intervista realizzata da gennaio a giugno 2012: non la biografia storica di Pietro Ingrao, ma il suo racconto in prima persona, sulla politica come passione “come strumento per cambiare un mondo che non mi piaceva”.

Ingrao racconta la sua avventura nel ‘900 (e nel Duemila) attraverso immagini di una grande Storia, e di tante storie diverse; attraverso la sua voce di oggi e quella dei discorsi registrati nel ´68, nell´83, nel 2002…, e soprattutto attraverso un sentimento che sembra rimanere intatto, e integro. Racconta di passaggi che potrebbero apparire minori, e sono centrali: come la sua grande passione per il cinema e la poesia. “Mi intendo più di cinema che di politica” dice nel documentario. “Volevo fare il regista, sono stato spinto a calci nel sedere verso la politica”. O come l´immagine della luna di Lenola, il paese di origine: quella luna che Ingrao bambino sognò di acchiappare invano. Un bisogno che non lo ho mai più lasciato.(Filippo Vendemmiati)

GIROTONDO con Luciano Curreli, Sarah Boberg, Simona Caramelli, Jérôme Duranteu.

Angelo è un orfano che è cresciuto con una donna nomade. Reagisce al dolore per la morte del più caro amico per overdose grazie all’incontro con Serena. Costei sopravvive facendo la prostituta ma non ha perso la speranza. Angelo avanza lungo un asse di personaggi desolati e poetici in una giornata senza fine.

Per la programmazione internazionale del festival cliccate QUI.

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